Il pucker maculare è una patologia dell’occhio che interessa la macula, la parte centrale della retina responsabile della visione nitida e dei dettagli. È causato dalla formazione di una sottile membrana (chiamata membrana epiretinica) che si sviluppa sulla superficie interna della retina. Con il tempo, questa membrana può tirare e deformare la retina, alterandone la forma e la funzione.
Il pucker maculare è più frequente con l’avanzare dell’età:
• è raro sotto i 60 anni
• diventa più comune dopo i 70 anni
In circa il 20% dei casi può interessare entrambi gli occhi.
Nella maggior parte dei casi, il pucker maculare compare come conseguenza del normale invecchiamento dell’occhio.
Con il tempo, il vitreo (la sostanza gelatinosa all’interno dell’occhio) tende a staccarsi dalla retina. In alcuni casi questo distacco avviene in modo “anomalo” e può favorire la formazione della membrana sulla superficie retinica.
Più raramente, il pucker maculare può comparire in seguito ad altre patologie o condizioni oculari, come:
• retinopatia diabetica
• malattie vascolari della retina
• infiammazioni oculari (uveiti)
• traumi oculari
• interventi chirurgici o distacco di retina
Il pucker maculare non provoca dolore.
I sintomi sono principalmente visivi e possono includere:
• riduzione della vista
• visione distorta (linee che appaiono ondulate o storte), soprattutto nella visione da vicino
L’intensità dei disturbi varia da persona a persona e dipende dallo stadio della malattia.
La diagnosi e l’indicazione al trattamento viene effettuata con una visita oculistica approfondita, che comprende:
• controllo della vista
• esame del fondo oculare
• Test di Amsler : un test che valuta la qualità della visione distorta
• OCT (tomografia a coerenza ottica) : è l’esame fondamentale per confermare la diagnosi e valutarne la gravità. Permette di analizzare gli strati retinici attraverso una sorta di “TAC” a raggi infrarossi (quindi non invasiva).
Il trattamento del pucker maculare è chirurgico.
L’intervento si chiama vitrectomia con rimozione della membrana epiretinica.
Si tratta di un intervento delicato ma sicuro, eseguito in anestesia locale e in day hospital.
Durante l’operazione:
• viene rimosso il vitreo
• la membrana viene eliminata con strumenti molto sottili
Non tutti i casi richiedono un intervento immediato. È fondamentale scegliere il momento giusto, in base ai sintomi e allo stadio della malattia.
Esistono diversi stadi di gravità:
• negli stadi iniziali la retina è poco alterata e sintomi quasi assenti
• negli stadi avanzati la deformazione è più importante e il calo della qualità visiva è significativo.
Intervenire troppo tardi può ridurre il recupero visivo. In genere, l’intervento viene consigliato negli stadi intermedi, quando i disturbi iniziano a influire sulla qualità della vita.
Il recupero visivo è graduale e può richiedere tempo.
L’obiettivo principale è:
• migliorare la qualità della visione
• ridurre le distorsioni delle immagini
I primi miglioramenti si notano solitamente dopo alcune settimane, con un progresso lento ma costante nei mesi successivi. Generalmente la visione migliora significativamente, ma non torna quella di un occhio perfettamente sano, perciò è normale che il paziente riferisca di vedere ancora lievemente distorto in seguito ad un intervento chirurgico perfettamente riuscito e con un decorso post operatorio regolare.
Le informazioni riportate hanno scopo divulgativo e non sostituiscono una visita specialistica. Per una valutazione personalizzata e per conoscere benefici e possibili rischi dell’intervento, è necessario consultare il proprio oculista.







